“La vita è un capolavoro, la guerra un folle salto nel buio”

opera di urban art sociale,matteo giovannone,la vita è un capolavoro,la guerra un folle salto nel buio,fai la differenza c'è... circustenibile,2018 Quest’anno la manifestazione FAI LA DIFFERENZA C’È… CIRCUSTENIBILE ha avuto come protagonista un’opera di urban art sociale dal titolo “La vita è un capolavoro, la guerra un folle salto nel buio”. Un titolo apparentemente dal significato ovvio, che nasconde però la “storia” di una realtà che merita di essere compresa e combattuta fino in fondo. Essa infatti vuole sensibilizzare il pubblico e le “governance” a porre al bando i bombardamenti sui centri abitati e diminuire le sofferenze dei civili.
L’opera effimera dell’artista Matteo Giovannone ha sostenuto la campagna lanciata da INEW - International Network on Explosive Weapons - “Stop bombing towns and cities”, che in Italia è promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra - l’ente che per legge rappresenta e tutela in Italia vittime civili di guerra - con lo slogan “Stop alle bombe sui civili”.

La Campagna che si rivolge ai singoli stati e agli organismi internazionali chiede di:
• riconoscere che l’uso di ordigni esplosivi nelle aree popolate tende a causare gravi sofferenze alle persone e alle comunità, sia in modo diretto, sia per i danni creati alle infrastrutture vitali;
• impegnarsi per rivedere e rendere più stringenti le regole e le prassi nell’uso delle armi esplosive, rendendo altresì disponibili i dati sul loro utilizzo e sui loro effetti;
• attivarsi per garantire il pieno rispetto dei diritti delle vittime e dei sopravvissuti;
• individuare dei principi universalmente accettati per proibire o limitare l’uso di armi esplosive nelle aree densamente popolate.

È in questo contesto che FAI LA DIFFERENZA, C’È... CIRCUSTENIBILE sostiene l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra nella promozione e diffusione della Campagna “Stop alle Bombe sui civili” e nell’opera di sensibilizzazione verso le “Governance”. I temi della Campagna non sono note astratte e lontane da noi ma si sono concretizzate nell’installazione di un’opera d’arte realizzata dal giovane artista, Founder della Start Up Sekkei Design Sostenibile che realizza arredi e complementi di arredo di design in cartone.
Come spiega l’artista “La percezione fa parte della nostra vita; il modo in cui percepiamo gli oggetti, le distanze e le informazioni, ci consente di capire come viviamo, come ci relazioniamo con gli altri e con noi stessi. È per questo che genero delle opere che interagiscono con il pubblico che può toccarle con mano diventando parte integrante dell’opera”.
Nella pratica, utilizzando il cartone, Matteo Giovannone ha creato una vera e propria armata, senza armi, che durante le giornate della manifestazione ha stazionato come colonna e piramide, come boa galleggiante per la regata, ma che è stata anche in mezzo al pubblico, con il suo messaggio, immobile e solenne, a rappresentazione fisica dei valori dell’Associazione stessa, con il messaggio tatuato sulla pelle dell’installazione.

In un’intervista accordata al magazine speciale Re-Mag 2018 degli eventi sostenibili, l’artista ci ha raccontato la storia della realizzazione dell’opera ed il suo significato profondo.

“Quando mi hanno domandato di creare un’opera d’arte che accompagnasse la campagna STOP ALLE BOME SUI CIVILI - dice Matteo Giovannone - ho pensato a un’installazione d’arte che fosse pensiero in movimento, raccogliesse tutte le parole che si possono scrivere su temi come la guerra, i conflitti, le sofferenze; temi impervi e intrisi di significati che parlano attraverso i movimenti, i gesti, immobili ma umani di centinaia di braccia, mosse per far muovere un’idea. Nella pratica, ho utilizzato il cartone per creare una vera e propria armata, senza armi; soldati di pace denominati Prometeo (perchè prendono ispirazione dalla figura della mitologia greca Prometeo eroe, amico del genere dell’umanità e del progresso). Sono tanti piccoli portatori sani di dubbio e di domande. Hanno avuto colorazioni diverse, diverse spoglie, sono stati fragili ma allo stesso tempo stoici, non hanno avuto paura dell’acqua ma sono stati capaci di stupire, sono stati pronti ad abbracciare e ad essere abbracciati.
Sono stati tatuati con delle mie frasi ma anche con discorsi sul tema, citazioni e, ogni piccolo Prometeo, ne è stato munito diversamente l’uno dall’altro per affrontare il mondo e il motivo per cui è stato creato. Basta con le guerre che coinvolgono i civili; guerre che provocano sofferenze e che sono il risultato dell’odio e dell’indifferenza! La guerra va combattuta con una sola arma, quella dell’Amore.
L’opera si è divisa in due macro aree: una è quella vicino alle persone, con i tanti piccoli Prometeo che hanno accompagnato le persone, gli hanno parlato attraverso la parola scritta, sono stati fisicamente vicini e figurativi, fisici e materiali. La seconda macro-area ha visto la realizzazione di una struttura galleggiante all’interno dello specchio d’acqua del Lago dell’Eur, un’opera distante e irraggiungibile, che in un’assonanza con la guerra, ha generato una sensazione di astratto e inarrivabile, una versione astratta di informazioni sparse, lette distrattamente su qualche giornale o raccontate da qualche blogger. 

Queste due macro aree seppur rappresentano due mondi diversi sono due mondi che si scoprono simili, perché le guerre (anche se lontane) coinvolgono civili e potrebbero coinvolgere, noi e le persone care che ci vivono accanto e che abbracciamo tutti i giorni.

Durante le giornate presso il Parco Centrale del Lago dell’Eur dell’evento FAI LA DIFFERENZA C’È… CIRCUSTENIBILE, abbiamo assistito all’esibizione della posa in acqua dell’imponente installazione, punto di riferimento delle imbarcazioni fatte con materiali di riciclo che hanno partecipato alla IX edizione della Re Boat Roma Race, la Regata Riciclata gemellata della manifestazione. I bambini partecipanti all’evento inoltre hanno potuto decorare i piccoli Prometeo con i propri pensieri e infine adottarli e portarli a casa. 

Foto dell'Associazione Nazionale Domiad Photo Network
Guido Adesse, Emanuele Basile, Vincenzo Diana, Massimiliano Di Maio,
Marco Funari, Giovanni Giuliani, Roberto Iovine, Menemti Franco, Emanuela Noto,
Massimo Scafa, Marco Schiavo, Francesco Todaro, Valter Zannini, Alessandro Borsetti.